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12 Dicembre 2014

Smart Working – Le nuove frontiere della collaborazione

ICT Strategy and Architecture
PREMESSA

Il nostro mondo sta affrontando un enorme squilibrio demografico. Ci stiamo muovendo verso una popolazione globale tra i 7 e i 9 miliardi. Chiaramente le città sono la chiave per avere successo in questa sfida e realizzare una crescita che sia sostenibile e inclusiva. E il fattore critico sarà la tecnologia.

Quello che una volta era un concetto visionario è ora la normalità: la tecnologia sarà essenziale come le tre utenze di acqua, gas ed elettricità. Se si vuole ripensare una città, o se si sta erigendo una nuova Smart City, la tecnologia deve essere un pilastro essenziale. Oggi molte città importanti hanno un piano decennale che include un ICT Master Plan. L’obiettivo, naturalmente, è quello di vedere la tecnologia come parte di un approccio olistico orientato ai servizi.

Come possiamo accelerare questa transizione? Ecco una statistica che sottolinea quale sia il problema e quali le potenzialità:  la spesa in tutto il mondo per le infrastrutture e la costruzione è di circa 2.000 miliardi dollari l’anno, e la spesa ICT è solo tra il 1,5 e il 2 per cento.

Ma nel prossimo decennio, continueremo i progressi in termini di Cloud Computing, Big Data e Open Data, e vedremo 50 miliardi di dispositivi connessi attraverso la comunicazione machine-to-machine M2M, che promuoverà l’industrializzazione di Internet.

Intel prevede che in un decennio, gli investimenti Internet of Things (IoT) saranno di 1.500 miliardi dollari solo da un punto di vista tecnologico. Inoltre ci saranno altri 2.000 miliardi dollari all’anno in nuovi servizi. Quindi non abbiamo bisogno di aumentare la quota di spesa ICT globale rispetto ai livelli di oggi, basta a raccoglierne i frutti.

Detto questo, dobbiamo ancora affrontare enormi ostacoli. I politici devono affrontare cicli elettorali a breve termine, mentre i vantaggi di questo tipo di investimento sono a più lungo termine. Quindi, oltre ad articolare la visione per le loro città, i politici hanno bisogno di dimostrare successi e benefici immediati.

Fortunatamente stiamo iniziando a vedere veri successi:

  • Il piano rigenerazione economica di Barcellona è uno dei più grandi progetti di trasformazione in corso in Europa in questo momento. L’Agenda digitale della città ha finora creato 45.000 posti di lavoro e ha attirato circa 1.500 nuove imprese.
  • Ad Amsterdam ci sono più di 100 Smart Working Center che offrono servizi di lavoro di alto livello e mirano a ridurre gli spostamenti e promuovere modi efficaci e sostenibili di lavoro. Questi Smart Working Center sono una vetrina del futuro del lavoro e la virtualizzazione.
  • La città di Copenhagen ha investito notevolmente in infrastrutture verdi ed è ora classificata la città più sostenibile in Europa, secondo indice europeo di Green City Siemens:
    • Energia. Ogni distretto ha un sistema di riscaldamento centralizzato che ricicla gli scarti energetici derivanti dalla produzione elettrica e lo utilizza per riscaldare edifici.
    • Trasporti. Copenhagen ha una infrastruttura di livello mondiale per il trasporto non automobilistico, tra cui una vasta metropolitana, reti di autobus, e un sistema ferroviario suburbano. Copenhagen è anche nota per la sua cultura in bicicletta e l’infrastruttura che la sostiene. Ci sono 241 miglia (388 chilometri) di piste ciclabili all’interno della città, e il 50 per cento dei pendolari viaggia in bicicletta. Il sistema del traffico, denominato Green Wave, è stato progettato per garantire che i ciclisti non incontrino mai un semaforo rosso nei loro spostamenti di lavoro. Inoltre, la città propone di agevolare l’introduzione di veicoli elettrici con l’installazione di infrastrutture per la ricarica
    • Acqua. Nel 2001, Copenhagen ha intrapreso un progetto per sostituire la propria rete principale. Le perdite d’acqua sono ormai al 5 per cento, a fronte di una media del 20 al 25 per cento per la maggior parte delle città europee. La città ha anche modernizzato il sistema di depurazione con la costruzione di serbatoi di acqua piovana, che immagazzinano le acque e le depurano minimizzando i sali minerali e metalli pesanti.
    • Rifiuti. Oltre regolamenti, incentivi e campagne di informazione per incoraggiare la raccolta differenziata dei rifiuti, la città ha sviluppato un impianto pilota che separa rifiuti domestici in organici e inorganici e produce biogas e bioetanolo. Questi sono usati come un approvvigionamento energetico per la città in ottica di teleriscaldamento
    • Quartieri. Copenhagen sta sperimentando quartieri di carbonio-neutro con alta efficienza energetica per edifici residenziali e commerciali, reti energetiche sostenibili, tra cui energia rinnovabile, installazioni e sistemi di trasporto a basse emissioni
Contesto di mercato ICT e prospettive

Nel corso del 2014, in Italia ed in Europa comunque rimane incerta la sensazione di una ripresa del contesto economico, nonostante le Agende Europee e Italiane sul Digitale tentano di indirizzare le strategie di innovazione delle Smart City. Rimangono attuali le problematiche legate alla durezza della competizione, al diverso passo delle varie aree geografiche e ai processi di consolidamento in atto, le aziende hanno varato le strategie di crescita basate sulla vendita di nuovi prodotti e nuovi servizi a clienti nuovi e già esistenti, nei mercati interni ed esteri, nei paesi emergenti e in quelli avanzati. Tra fattori di competitività dei sistemi-paese sono emersi i livelli di competenza delle risorse umane e il ruolo assegnato alla tecnologia anche per la creazione di nuovi prodotti e servizi.

A livello mondiale sono i grandi player trainano l’innovazione digitale e modificano lo stile di di ognuno di noi ad una velocità notevolmente superiore.

Nuovi paradigmi di collaborazione Smart

Al passo con i processi più o meno lenti di trasformazione in ottica Smart City, sono in atto cambiamenti sulle dinamiche di recruiting delle competenze in ottica di flessibilità, crowdsource, Social networking, Coworking, collaborazione, Smart Working. Si passerà da un rapporto gerarchico tradizionale ad uno smart flessibile. Ciò permetterà Savings dalla riduzione delle rigidità organizzative e valore da ampliamento competenze a cui attingere. Anche l’Agenda digitale si muove su questi temi: gli osservatori stanno elaborando un nuovo paradigma sociale del lavoro, collaborazione tra le strutture e le amministrazioni in una logica di processo, promuovendo l’incentivazione sulla base del risultato di processo e non del risultato nell’ambito di competenza.

paradigmi di collaborazione Smart

Barriere organizzative e manageriali

L’inserimento e l’affermazione di tali modelli passa inevitabilmente attraverso barriere e resistenze. Spesso dunque, le iniziative di Smart Working faticano a superare una fase iniziale di sperimentazione scontrandosi con le resistenze e le paure di perdita di controllo da parte dei manager.

Barriere organizzative e manageriali

L’Osservatorio Smart Working ha sviluppato una metodologia di change management basata su un modello di maturità degli stili manageriali che consente ai manager di confrontarsi con 4 principi di leadership ispirati allo Smart Working e definire in modo condiviso le nuove leadership practice per abilitare il cambiamento.

  • Sense of Community: sviluppo di un senso di appartenenza e fiducia tra le persone per supportare e promuovere l’adozione di comportamenti collaborativi attraverso l’identificazione e la partecipazione a reti sociali all’interno di team, funzioni e tra le diverse società del Gruppo, coinvolgendo eventualmente collaboratori esterni. In una condizione di Smart Working risulta importante infatti creare dei presupposti di fiducia e conoscenza reciproca anche trasversalmente ai team e alle funzioni organizzative per facilitare il coordinamento, la collaborazione le relazioni tra le persone anche a distanza e in modo virtuale.
  • Empowerment: capacità di responsabilizzare le persone verso obiettivi personali e aziendali in modo condiviso e partecipato e con uno spinto orientamento al raggiungimento dei risultati e alla crescita professionale. Per superare la paura di perdita di controllo sulle persone, i manager devono imparare a responsabilizzare le persone favorendo la diffusione di una cultura incentrata sulla delega, autonomia e valutazione per obiettivi e risultati che consenta di valutare l’efficacia delle persone in Smart Working favorendone allo stesso tempo l’empowerment e la crescita professionale.
  • Flexibility: capacità di promuovere e gestire l’organizzazione delle attività lavorative in modo flessibile e adattativo, in modo da bilanciare le necessità aziendali con le esigenze personali delle persone. In questo caso al manager viene richiesto di sviluppare l’attitudine alla gestione e promozione della flessibilità con le proprie persone ponendo l’attenzione sulla programmazione delle attività, dando il “buon esempio” in prima persona e bilanciando opportunamente le esigenze di business con quelle personali
  • Virtuality: capacità di bilanciare l’utilizzo di tecnologie digitali e altre modalità di interazione, scegliendo di volta in volta il metodo e gli strumenti più efficaci rispetto agli obiettivi e ai task da svolgere. Smart Working vuol dire ampliare le possibilità di scelta degli strumenti e dei canali di comunicazione e coordinamento con le persone e questa “nuova libertà” deve essere guidata e promossa dai manager in modo consapevole e coerente dando la possibilità ai propri collaboratori di organizzarsi in base alle loro esigenze e di scegliere la modalità più opportuna per interagire, incentivando un utilizzo congiunto e bilanciato di tecnologia e incontri di persona.

Inoltre, dal mercato USA emergono nuovi modelli organizzativi manageriali del lavoro (es: ROWE – Results Only Work Environment, lavoro Agile, etc) – e competenze per superare le resistenze e le paure di perdita di controllo da parte dei manager.

Fonti: Mckinsey quarterly, Corriere Comunicazioni, gorowe.com
4 Dicembre 2014

M2M – Industry Standard Remote Dosing Control

15 Gennaio 2015

ICT Skills / Le nuove Competenze Digitali

Categories
  • Digital Solution Lab(12)
  • ICT Strategy and Architecture(12)
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